lunedì 19 ottobre 2009

Under 16 1 e 2 giornata

1a giornata 11/10

JESI - SAMB 5-47
ASCOLI- RECANATI 5 - 17
S.LORENZO - TERNI 7-27

2a giornata 18/10

FERMO - ASCOLI 56-5
RECANATI-S.LORENZO 12-31
JESI - STAMURA rinviata

CLASSIFICA

5 PUNTI - Samb, Terni, Fermo, S.Lorenzo
4 PUNTI - Recanati
0 PUNTI - Ascoli, Jesi, Stamura

17 commenti:

  1. malgrado siano state giocate (si fa per dire) due giornate, è già successo di tutto: squadre che hanno giocato in meno di quindici (se non tutte, quasi)e addirittura in undici contro dodici; squadre (Stamura) che misteriosamente ancora devono iniziare il campionato ; essendosi già ritirate due squadre, ogni domenica sono due le squadre che riposano senza che nessuno abbia pensato di farle giocare tra di loro;ma che campionato è ? e dopo ci meravigliamo quando le nostre squadre,anche quelle che fanno sfacelli nel nostro girone, appena mettono il naso fuori regione le prendono di brutto !!
    Chissa perchè ???
    un saluto "deluso" a tutti
    SANDRO SIMONETTI

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  2. Credo che questo andazzo continuerà per qualche anno, finchè le neonate società non avranno giovanili abbastazna organizzate per sostenere un campionato.

    Al momento le società ci provano, ma in questo modo si abbassa inevitabilmente il livello del campionato. E' un dato di fatto.

    Per le società un po' più strutturate tanto vale tentare l'esperienza in elite.

    Ma quando si inzizia poi l'avventura in elite è tutta un'altra musica. Pesaro credo stia pagando anche un campionato passato giocato praticamente senza opposizione.

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  3. Caro Matteo, è quello che ho detto io, E questo vale per Pesaro ma anche per l'Elite 18 di San Benedetto. Se si giocano campionati di questo livello non cresceremo mai. Ho avuto la cattiva idea di andare ad Avezzano a vedere la nostra rappresentativa contro Abruzzo e Umbria....una figura! lo specchio della under 16 regionale-
    Va bene, le neonate devono crescere ( ma Fermo e Ascoli tanto neonate non sono)ma allora fate giocare le squadre più attrezzate con l'Abruzzo. Anche le sconfitte aiutano a crescere, si dice sempre e soprattutto su questo blog. Ma quelle per 70/80/90 a zero, credi a me, non servono assolutamente a nulla
    Sandro Simonetti

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  4. Il problema, non sta nell'organizzazione delle squadre neonate, tant'è che abbiamo come esempio Jesi che ha giocato la prima giornata in 15 giocatori esatti, di Ascoli e Fermo che non sono le ultime arrivate e che hanno giocato la 2° di campionato in 12 contro 11. In particolare Ascoli ha un florido settore giovanile, fino all'Under 14, perchè ha sfruttato le possibilità che i progetti federali danno con le scuole, ma l'under 15 prima e a maggior ragione l'under 16 adesso non gode di questi privilegi, per cui i numeri si fanno fatica a fare senza propaganda scolastica, almeno fino a quando non cresceranno i piccoli del mini-rugby.
    Come principio generale il fatto di avere l'obbligatorietà nelle categorie 14 e 16 è ottimo, ma quando ci sono realtà come quella marchigiana in cui i numeri ancora non sono sufficienti per poter avere un campionato degno di questo nome, costretti dall'obbligatorietà ci ritroviamo con squadre che sono inesistente che faticheranno sempre a crescere perchè non hanno i numeri per giocare e soprattutto per divertirsi.
    Così facendo, l'unico aspetto che conta è la crescita anagrafica, ma qualitativamente avremo sempre dei ragazzi assolutamente impreparati per affrontare avversari degni di questo nome, e questo lo vediamo con le rappresentative regionali.
    Logica vuole che si fosse pensato di fare un campionato insieme a qualche altra regione, ma per ovvi giochi di numeri=potere ci ritroviamo con questa triste realtà.
    Un campionato che doveva iniziare con 10 squadre, alla prima di campionato erano gìà 9, alla seconda 8 e alla terza???
    Si pensa forse di rimandare sempre le partite dello Stamura fino a quando non gli cresceranno i piccoli?
    Ma ci rendiamo conto che il campionato è diventato una farsa?
    Domenica 25 lo Stamura ospiterà la Samb: che succederà?
    Poi quando si tenta l'esperienza dell'Elite con il Pesaro Under 16, con la Samb under 18 ci si scontra con realtà completamente diverse a cui i ragazzi, la squadra non era preparata ed attrezzata.
    L'anno passato queste due Squadre hanno dominato i loro rispettivi campionati Regionali, per cui si possono definire la migliore espressione regionale del Rugby Marchigiano, eppure messi a confronto con altre regioni vengono sonoramente ridimensionate.
    Pensare che sia solo colpa delle società che non sono pronte è come voler nascondere la testa sotto la sabbia.
    Diamo la possibilità ai giovani di poter crescere confrontandosi con realtà diverse, meglio organizzate e attrezzate, e allora si che vedremo un miglioramento delle ns. squadre.
    Ma questo non credo che si voglia o possa capire.

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  5. Anche se il senso della discussione è tutt'altro e in parte lo condivido, a supporto di tale ragionamento si portano esempi poco credibili, ovvero: la 16 di pesaro e la 18 di san benedetto, attualmente in elitè, le prendono di santa ragione ovunque si presentano perchè alle spalle non hanno avuto campionati di livello. Posso parlare ovviamente solo della under 18 rugby Samb.
    Nei barrage abbiamo battuto modena in casa e castel san pietro in trasferta con ampi margini (modena lo scorso hanno ha giocato nel girone elitè) guadagnandoci con una giornata di anticipo l'accesso al girone elitè 2009-2010.
    Ultima partita disputata 13 Settembre ed a un mese esatto di distanza giochiamo la prima partita (malissimo) in casa contro Arezzo che sfrutta tutte le occasioni che le sono state offerte per portare a casa l'intera posta. La settimana successiva (ieri)giochiamo contro Unione bolognese (reno bologna e pieve di cento insieme) chiudendo il primo tempo in vantaggio per 17 a 14 continuando a spindere per i primi quindici minuti del secondo tempo i bolognesi nei loro 22. A questo punto ci sono dieci minuti di black-out in cui prendiamo 3 mete senza rendercene conto e solo nel finale dico ai ragazzi di prenderci almeno il punto di bonus segnando la quarta meta e così è.
    Domenica prossima ci viene a trovare l'Accademy Noceto, vincitrice dell'ultimo trofeo degli Appennini, e sono convinto che disputeremo una grande partita.
    Pertanto, e chiudo, è vero che l'organizzazione dei campionati regionali lascia molto a desiderare e una collaborazione con altri comitati sarebbe l'unica cosa da fare, ma lasciate perdere chi si è conquistato sul campo il diritto di fare 400/450 Km ogni 15 giorni perchè stiamo costruendo un grande futuro sportivo e umano insieme a tutti voi.
    Con Stima
    Valentini Settimio

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  6. Ma nessuno contesta il fatto che le squadre marchigiani che sono in Elite si siano conquistate il diritto sul campo a disputarlo.
    Si contesta la competività del campionato under 16 marchigiano con squadre che esistono solo perchè sono obbligate ad esistere.
    Questo comporta che società meglio attrezzate vincano o stravincono questi campionati (vedi pesaro) e poi la realtà dell'Elite li proietta in un mondo sconosciuto dove poi c'è il triste risveglio con sconfitte sonore e inaspettate.
    Ci sono situazioni che solo in parte possono giustificare questo (cambio allenatore-fondatore delle Formiche Pesaro) ma la grande responsabilità sta tutta nel fatto che si insiste nel voler programmare un campionato regionale under 16 senza avere i numeri e quindi senza competività

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  7. Ho già detto che concordo con voi sulla mediocre qualità generale dei gironi marchigiani, dall'under 14 alle seniores (salvo rare eccezzioni), e che sarebbe non solo opportuno ma doveroso allargare detti campionati; non sono daccordo sull'analisi che le sonore sconfitte, come sono da voi chiamate (dov'è la sonora sconfitta in un 35 a 22 fuori casa?), sono da attribuire a questa situazione e non al fatto che in ogni salto di categoria c'è una fase di assestamento fisico e mentale che tutte le squadre, siano esse emiliane, toscane o marchigiane, debbono sostenere.
    Se devo impallinare qualcuno, e chi mi conosce lo sà, faccio nomi e cognomi e se devo portare avanti un discorso che mi interessa, e vi garantisco che la vostra discussione mi interessa, lo porto avanti con la mia faccia e le mie responsabilità senza poggiarne il senso sulle spalle altrui già abbastanza cariche. Grazie
    Settimio

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  8. premessa su under 16 pesaro

    Credo che non sia stato il cambio di allenatore a far fare il passo indietro alla 16 delle Formiche. Ho grande considerazione di quello che c'era quanto di quello che c'è. Piuttosto sono situazioni contingenti come infortuni di ragazzi determinanti e di abbandono della squadra di giovani dalle indubbie qualità rugbistiche per approdare al ben più noto calcio.

    MA non voglio dare per morta una squadra di giovani che cmq ha tutto il tempo per dimostrare le sue qualità.

    Piuttosto, tornando all'argomento del post, sarebbe interessante cercare di capire cosa fanno le società per portare i ragazzini al campo. E' vero che non è facile, ma le società stanno pensando a qualche campagna/evento per coinvolgere sempre più giovani?

    O ci si affida a quei pochi ragazzini delle giovanili affinchè portino gli amichetti? Se è così la vedo dura.

    Un esempio per andare nel concreto: Pesaro nell'ultimo mese ha fatto volantinaggio all'uscita di tutte le scuole media e elementari, dandogli appuntamneto a un preciso sabato. detto che non so ancora se abbia portato qualche ragazzo al campo, è certo che sempre più giovani sanno che il rugby è una realtà cittadina e che possono avvicinarsi quando vogliono. E l'unica spes è stata quello della stampa dei volantini.

    Perchè cresca il campionato regionale servono i numeri, e si deve lavorare al max per questo.

    da un lato capisco anche che se il comitato non inizia a dar vita a un campionato regionale oggi, gli stessi problemi se li ritroverà solo un po' più avanti.

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  9. Vorrei essere garbatamente polemico, spero di riuscirci. Dopo tale premessa vorrei stigmatizzare e puntualizzare un concetto: non è colpa delle cenerentole se le principesse vanno male in elite, e neanche il discorso dei precedenti campionati di scarso livello regge, semmai è stata una valutazione sbagliata, diciamocelo magari ottimistica, sulle capacità di chi adesso non rende e soffre. Espandendo la tesi degli amici di San Benedetto, d'altronde gli interventi, Matteo escluso, sono solo i loro, si potrebbe dire che Ascoli, ad esempio, ha difficoltà con la U16 perché l'U14 lo scorso anno non è riuscita a fare le giuste esperienze dato che ai concentramenti incontrava sempre e solo Jesi, Pesaro e non altri.
    Insomma io credo che per le marchigiane in genere, poi l'eccezione ci può benissimo stare, non siano ancora maturi i tempi per le scelte qualitative, sarebbe meglio concentrare gli sforzi sulla crescita e sulla stabilizzazione del movimento giovanile per coglierne i frutti poi a temo debito.
    Ascoli al momento può vantare U12 e U14 con numerici incredibili, penso che fra 2/4 anni avrà una U16 forse più di qualità. Solo per la cronaca a Fermo i ragazzi sono scesi in campo in 15, poi infortuni e altro li hanno costretti in 12, questo però non autorizza toni di sufficienza altrimenti mi vien da ricordare a lor signori, l'ho scritto solo per esaltare il tono, il loro campionato seniores dello scorso anno. Old Franco.

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  10. Caro Old, ma infatti per quanto riguarda il campionato regionale, sono convinto più che mai che si debba puntare sulla quantità.

    La possibilità di lavorare su una squadra, presuppone necessariamnete che la squadra ci sia.

    Per questo sostengo che probabilmente ogni società, non penso ad una in particolare, deve impegnarsi di più nella propaganda.
    Quello di cui sono convinto è che non si può sperare che i ragazzini piovano dal cielo. Ben venga il lavoro nelle scuoel (per me essenziale), ma non credo che sia sufficiente.

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  11. avevo deciso di lasciar perdere questa discussione ,ma l'amico Franco( spero possa considerarlo tale)mi costringe ad intervenire se non altro, per mettere alcune cose in chiaro. Da Ascolano d.o.c., anche se attualmente mi interesso della U16 di San Benedetto, pensi mi faccia piacere vedere i ragazzi di Ascoli subire quasi ogni domenica ? Domenica scorsa ero a Fermo e, se qualcuno ti ha raccontato che i ragazzi ascolani sono rimasti in dodici per infortuni ti ha raccontato bugie. L'Ascoli ha iniziato e finito in 12 e, se vuoi saperla proprio tutta, il Fermo ha dovuto schierare un ragazzo con il braccio ingessato per poter scendere in dodici in campo. Poi, ovviamente, il ragazzo è uscito e sono rimasti in undici. Questa è la verità della quale, credimi, non gioisco affatto. Sono anni che in prima persona mi batto perchè ci sia più considerazione verso questi ragazzi, perchè non vengano trattati solo come numeri, perchè godano di attenzioni, perchè si metta fine a questi campionati "farsa" .Tutto questo per amore di questi ragazzi e di questo sport e non certo per rancori, autocelebrazioni, campanilismo o quanto altro. Quando scendo in campo la domenica e vedo riscaldarsi i ragazzi della squadra avversaria, ormai per deformazione, mi viene l'istinto di contarli e , raramente sono quindici. Come pensi possa affrontare quella partita ? potrebbero essere tutti miei nipoti visto che ne ho uno della stessa loro età nella mia squadra e, ti assicuro, mi addolora, sia come nonno che come allenatore.
    Se poi nei miei interventi volete sempre leggerci quello che vorreste leggerci, non è colpa mia. Mi sono fatto nemici veri per aver sempre detto quello che penso e non smetterò certo adesso.
    Sandro Simonetti

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  12. Cito Sandro Simonetti:
    "...perchè ci sia più considerazione verso questi ragazzi, perchè non vengano trattati solo come numeri, perchè godano di attenzioni, perchè si metta fine a questi campionati "farsa"...

    Ecco, è esattamente questo il problema che tentavo di sollevare qualche mese fa, ma qualcuno ha voluto strumentalizzare le mie parole, convincendomi che era meglio tenere per me le mie idee...

    Molte, troppe, società si preoccupano di avere le under esclusivamente come MEZZO per ottemperare le obbligatorietà!!!
    Il risultato è un gruppetto di ragazzini che, di malavoglia, vengono messi in campo per poter omologare la partita, il concentramento, NON CERTO per farli crescere rugbisticamente!!!

    LA domanda che mi/vi voglio sottoporre è la seguente: siete certi che la strada, i binari che la federazione impone, siano quelli che portano al fiorire del rugby in quei posti dove il terreno non è storicamente fertile per questo sport??

    I fatti contano: il ragazzino ingessato messo in campo avrà imparato qualcosa domenica? O si sarà semplicemente sentito USATO per non incorrere nella MULTA per rinuncia?

    I campionati farsa? Sono figli della improvvisazione NON DELLE SOCIETA' ma di chi dovrebbe indirizzare, aiutare, consigliare.

    O tempora, o more...

    Valerio

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  13. Ciao Sandro, l'amicizia e il rispetto non sono mai messi in discussione quando si è avversari figurati in un dialogo fra addetti ai lavori. Il mio intervento non voleva collidere, ne polemizzare, con il tuo, manifestavo solamente il mio rammarico nel veder scaricato sulle singole società, o meglio sui mediocri campionati regionali come li ha definiti Settimio, le responsabilità sulle disavventure di chi con orgoglio si cimenta in sfide difficili e non trova soddisfazioni. Il problema per me è, e rimane, nella debolezza del sistema "giovanili" marchigiano e negli scarsi risultati, e qui siamo tutti parimenti colpevoli, che la propaganda porta a casa.
    Sono invece d'accordo con te, e con Valko, quando si stigmatizza il comportamento del comitato rispetto a "tutele particolari" o "sviste solidali" a cui si assiste, queste non solo non aiutano il movimento ma danno agli stessi ragazzi idee sbagliate.
    Per quanto poi riguarda noi Gianluca mi ha chiarito come in realtà sono andate le cose, lui aveva portato 15 ragazzi ma tre di loro erano in non buone condizioni e allora li ha lasciati in tribuna, e questo è proprio l'atteggiamento che il nostro presidente Flaiani chiede: rispetto delle regole ma prima rispetto per i ragazzi.
    Ora, sperando di aver dissipato eventuali dubbi, ti chiedo quand'è che vieni a trovarci e non da avversario? L'unico nonno che possiamo vantare è Virgilio, ma lui ormai è "vecchio". A presto e stammi bene, Franco.

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  14. mi auguro presto, anzi molto presto. E comunque, anche se vestendo colori diversi, in Ascoli non mi sono mai sentito nè avversario nè, tantomeno, ospite.
    ti abbraccio, di cuore,
    Sandro

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  15. Credo che molti club nelle Marche sarà in gran difficoltà quando tentano di risolvere l’obbligo Under 14 e Under 16 quest'anno. Anche se i club avranno presentato i loro progetti per le scuole, sicuramente in alcuni casi i progetti sono in attesa di essere ratificato per poi cominciare. In alcuni casi le scuole hanno affermato che erano interessati, ma solo più tardi nel corso dell'anno. Così, per risolvere l'obbligo attraverso la via della scuola, il club deve iniziare le lezioni di rugby, magari nel mese di novembre; trascorrere 6 settimane, per l'insegnamento dei fondamenti di un gioco sicuro, quindi trovare un gruppo di almeno 15 giocatori di portare ai concentramenti. (13 in campo piu 2 in panchina).
    Come tutti sanno la realtà è che il gruppo deve essere almeno 30, in quanto non tutti i bambini possono frequentare il 14 concentramenti richieste, in particolare se sono già impegnati per altri sport, istruzione religiosa o bisogni della famiglia.
    Questo è dopo ogni famiglia è stata convinta che il rugby è un gioco sicuro e sano per i bambini.
    Potrebbe anche essere che i mesi di dicembre e gennaio le condizioni di campi di gioco sono impraticabili, quindi abbiamo forse 4 o più 5 mesi per frequentare 14 eventi. Personalmente penso che questo sia impraticabile.
    Credo che quest’insistenza federale per un grande impegno è di chiedere troppo dalle scuole, clubs e famiglie.
    Se l'approccio avviato su scala più ridotta, ed è cresciuta progressivamente nel corso degli anni, sono convinto che grandi querce da piccole ghiande crescerà.
    Penso che l'approccio allo sviluppo dovrebbe riflettere la struttura della regione, nel senso che se ci sono solo squadre di serie C l'approccio deve essere più diluita, rispetto a, per esempio, il Veneto, dove ci sono una notevole miscela di club Super 10, A, B e C, e dove sembra che vi sia sicuramente più risorse disponibili.
    Sono però informato che il clubs nella Regione Veneto non sono soddisfatti di quest’obbligo, e molti trovano in difficoltà.
    Andrew Jepson

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  16. Sottoscrivo l'opinione di Jepson e confermo che ANCHE IN VENETO, le obbligatorietà strutturate in questo modo creano non pochi problemi a società blasonate (serie A, super 10...) e presenti da decenni nel territorio.

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  17. Si può pensare che i grandi club, con un sacco di soldi, può risolvere il problema. La mia esperienza in Super 10 ha dimostrato che non è vero. Calvisano e Viadana - rispettivamente 12.000 e 17.000 abitanti; ha creato un'attività costosa per risolvere l'obbligo. Calvisano ha 7 pullmini. Viadana 3. Ognuno ha l'autista che viene pagato. Perché le 2 città sono così piccoli, devono reclutare bambini da altri luoghi, e alcuni bambini devono viaggio almeno 20 km per gli allenamenti e per giocare. Questi bambini vengono reclutati dagli allenatori/educatori chi lavorano nelle scuole a tempo pieno. Poi, la crisi arrivata. Calvisano (anche per altri motivi) lascia il S10, anche perché gli sponsor sono andati. Viadana deve tagliare il bilancio da una grande quantità. In primis via l'autista pulmino. Poi tagliato la spesa degli allenatori juniores. Anche questi nomi 'big' sono trovate l'obbligo difficile da affrontare.

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